mp

980x120 10years strong
Visualizzazione post con etichetta cuore bovino. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cuore bovino. Mostra tutti i post

domenica 8 giugno 2014

Il cuore d’atleta


Gli atleti sono da sempre considerati come un gruppo di individui sani, che seguono uno stile di vita tipico e che li rende apparentemente invulnerabili.

Per oltre un secolo, c'è stato un notevole interesse per gli effetti del condizionamento atletico sul sistema cardiovascolare. L'avvento dell'ecocardiografia, risalente a più di 30 anni fa, ha fornito una valutazione quantitativa e non invasiva del rimodellamento cardiaco associato all’allenamento costante e, di conseguenza, una grossa parte della letteratura scientifica si è concentrata sulla varietà di alterazioni conosciute come "cuore d'atleta".

I primi resoconti che descrivono l’ampliamento cardiaco negli atleti risalgono alla fine del 1890. In Europa, il medico svedese Henschen utilizzò, tecniche oggi rudimentali, ma efficaci, come l’auscultazione e la percussione, per dimostrare l’aumento delle dimensioni cardiache in atleti fondisti. Osservazioni simili sono state fatte, nello stesso anno, da Eugene Tesoro sul team di vogatori della Harvard University.

All'inizio del 1900, Paul Dudley Bianco ha studiato la frequenza del polso radiale su un campione tra i concorrenti della Maratona di Boston, ed è stato il primo a segnalare una spiccata bradicardia sinusale a riposo nei maratoneti. Le radiografie toraciche confermarono i risultati dell'esame fisico di Darling e Henschen mostrando un allargamento cardiaco globale negli atleti. Lo sviluppo successivo dell’ ECG favorì una rapida diffusione dello studio sull'attività elettrica nel cuore degli atleti. Furono così riscontrati, in soggetti sani allenati, variazioni morfologiche come l’ipertrofia cardiaca e variazioni funzionali come bradiaritmie e tachiartimie. Recentemente, lo sviluppo e la rapida diffusione dell’ecocardiografia bi-dimensionale e volumetrica e della risonanza magnetica con descrizioni di allargamento della camera ventricolare, ipertrofia miocardica e dilatazione atriale hanno portato ad ulteriori progressi nella conoscenza del cuore d’atleta oltre a chiarirne importanti adattamenti funzionali.


Il rimodellamento cardiaco è spesso associato ad uno stato patologico, ma nel caso del cuore d’atleta questo rimodellamento viene considerato un adattamento fisiologico.
C’è stata una lunga diatriba sul fatto che gli adattamenti 
cardiaci siano davvero fisiologici oppure, a lungo andare possono portare a patologie irreversibili come l’insufficienza cardiaca, aritmie o anche a morte cardiaca improvvisa. Uno studio condotto a livello mondiale su un campione di 114 atleti olimpionici, che avevano l’attività agonistica per un periodo variabile dai 4 ai 17 anni, ha rilevato che l’ipertrofia ventricolare sinistra, in assenza di esercizio fisico eccessivo, regredisce spontaneamente, dimostrando che tale adattamento è di tipo fisiologico e benigno.

Ok...mi sono fatta prendere la mano...

Volevo fare la sborona e far vedere che non ho studiato allUniveristà della Fuffa... Ora lo traduco per farlo capire pure a mi nonna 'n cariola: negli atleti si verifica un allargamento ed un ispessimento del ventricolo sinistro. Questo "rimodellamento cardiaco" non è patologico (non è una malattia) e regredisce spontaneamente nel momento in cui cessa l'allenamento intensivo.

mercoledì 2 ottobre 2013

Hai capito veramente qualcosa, quando sei in grado de spiegarlo a tu nonna 'n cariola





Il mio prof. di chimica all'università diceva, parafrasando Einstein: "Hai capito veramente qualcosa, quando sei in grado de spiegarlo a tu nonna 'n cariola".


Leggo su una pagina Facebook le parole di un tizio convinto che gli steroidi siano relativamente sicuri, basandosi sul fatto di paragonare i valori di DL dei vari farmaci (nei ratti)...

Forse già si sa, ma è utile ribadirlo: la Dose Letale non è quella che ti fa schiattare lentamente, ma è quella che ti fa schiattare, punto.

Ora è quasi ovvio, almeno per me, che un ratto schiatterà prima con x+1 di acido acetilsalicilico piuttosto che con x+1 di testosterone enantato. Questo non vuol dire che il testosterone enantato sia più sicuro dell'aspirina.

Ma cosa succede quando si utilizzano steroidi anabolizzanti?

Facile! I muscoli si anabolizzano.

Il miocardio (il cuore) è fatto di muscolo striato tipico (miocardico), i vasi sanguigni sono fatti di muscoli, intestino e stomaco sono fatti di muscoli.

Mò...tralasciando la visceromegalia (ti diventa tutto più grosso, pure il pipino, ma per altri motivi, poi torna normale) tipica di chi assume AAS, vado più nel dettaglio.

La patologia maggiormente associata ai bodybuilder che fanno uso di steroidi anabolizzanti è l'ipertrofia del ventricolo sinistro.

Perchè?

Perchè è quello che lavora di più e quindi soggetto ad ipertrofia proprio come i bicipiti e i quadricipiti.
Altro fattore è l'ipertensione arteriosa (pressione alta) causata sempre dall'uso di AAS. In questo caso gli AAS agiscono su due fronti, il primo è provocare picchi di ipertensione direttamente, il secondo è causare l'ispessimento e la rigidità delle arterie, con conseguente diminuzione del lume. 


In molti casi si può assistere ad una vera e propria miocardiopatia ipertrofica, tipica dei bodybuilder che ritroviamo sui tavoli settori, dove il cuore aumenta le sue dimensioni fino a raggiungere quella patologia che viene definita "cuore bovino". Questa porta quasi sempre alla morte, di solito improvvisa, o per infarto del miocardio (il cuore è troppo grande per essere irrorato decentemente) o per tamponamento cardiaco (il cuore è troppo grande per il mediastino e non ha più lo spazio per contrarsi e pompare il sangue).

Mò vado a in palestra...voi fatevi un eco-doppler ogni tanto.



cardiofrequenzimetri Image Banner 300 x 250