sabato 21 giugno 2014
Come e perchè utilizzare l'HMB o Idrossil Metil Butirrato
L'HMB o Idrossil Metil Butirrato viene sintetizzato dal nostro organismo dal metabolismo della Leucina.
Vi risparmio i passaggi biochimici...anche stavolta lo spiegherò come se dovessi spiegarlo a mi nonna 'ncariola.
È contenuto in alcuni alimenti in quantità irrisorie e per sintetizzare 3gr di HMB occorrono 60 gr di leucina, per questo motivo viene assunto come integratore a sé stante.
Secondo diversi studi, ha dimostrato di avere potenti effetti anticatabolici; di essere utile come preworkout, aumentando forza e resistenza; di favorire l'aumento della massa magra, avendo effetti lipolitici; di favorire il recupero muscolare dopo sforzi prolungati, con riduzione dei DOMS; di ridurre la frazione LDL (quella BUUUUUUUUU cattiva) del colesterolo. Non interagisce con altri integratori o farmaci e non presenta effetti collaterali, anche se assunto ad altissime dosi.
Grazie a queste sue caratteristiche, negli ultimi anni, è diventato un integratore molto utilizzato nel mondo del bodybuilding e del powerlifintg.
Le modalità di assunzione giornaliere prevedono tre distinte dosi da un grammo. Inutile aumentare la dose, perchè non serve a nulla. Avendo un'emivita, ossia il tempo necessario per dimezzare la quantità di un farmaco nell'organismo durante l'eliminazione, piuttosto breve, le assunzioni vanno cadenzate nell'arco della giornata, preferibilmente ai pasti principali.
Puoi acquistarlo su MyProtein.
venerdì 13 giugno 2014
La dipendenza da zucchero
Dipendenza da zucchero è il termine dato al rapporto tra lo zucchero (e i cibi dolci in generale) e i vari aspetti della dipendenza da cibo. Alcuni scienziati affermano che l'effetto del consumo di dolci o zucchero potrebbe far scaturire una dipendenza simile a quella data dall'eroina.
Nel 2002 una ricerca ha mostrato gli effetti neurochimici dello zucchero, osservando che lo zucchero potrebbe fungere proprio come droga iniziale per passare all'uso di altre droghe.
Nel 2003, un gruppo di 30 esperti internazionali ha redatto un rapporto, commissionato da due agenzie delle Nazioni Unite presso l'Organizzazione Mondiale della Sanità e l'Organizzazione per l'Alimentazione e l'Agricoltura. In questo rapporto si consiglia di non superare una percentuale di zucchero superiore al 10%, nella dieta quotidiana.
Infine, uno studio del 2008 ha rilevato che lo zucchero colpisce oppioidi e dopamina nel cervello, e quindi potrebbe avere un grosso potenziale come sostanza che da dipendenza.
I comportamenti relativi alla dipendenza da cibo, pare siano correlati a cambiamenti neurochimici nel cervello che si verificano anche durante la dipendenza da droghe. Adattamenti neurali, inclusi cambiamenti dei legami dei recettori della dopamina e degli oppioidi, variano l'espressione dell'mRNA per l'encefalina e il rilascio di dopamina e acetilcolina nel nucleo accumbens.
domenica 8 giugno 2014
Il cuore d’atleta
Per oltre un secolo, c'è stato un notevole interesse per gli effetti del condizionamento atletico sul sistema cardiovascolare. L'avvento dell'ecocardiografia, risalente a più di 30 anni fa, ha fornito una valutazione quantitativa e non invasiva del rimodellamento cardiaco associato all’allenamento costante e, di conseguenza, una grossa parte della letteratura scientifica si è concentrata sulla varietà di alterazioni conosciute come "cuore d'atleta".
I primi resoconti che descrivono l’ampliamento cardiaco negli atleti risalgono alla fine del 1890. In Europa, il medico svedese Henschen utilizzò, tecniche oggi rudimentali, ma efficaci, come l’auscultazione e la percussione, per dimostrare l’aumento delle dimensioni cardiache in atleti fondisti. Osservazioni simili sono state fatte, nello stesso anno, da Eugene Tesoro sul team di vogatori della Harvard University.
All'inizio del 1900, Paul Dudley Bianco ha studiato la frequenza del polso radiale su un campione tra i concorrenti della Maratona di Boston, ed è stato il primo a segnalare una spiccata bradicardia sinusale a riposo nei maratoneti. Le radiografie toraciche confermarono i risultati dell'esame fisico di Darling e Henschen mostrando un allargamento cardiaco globale negli atleti. Lo sviluppo successivo dell’ ECG favorì una rapida diffusione dello studio sull'attività elettrica nel cuore degli atleti. Furono così riscontrati, in soggetti sani allenati, variazioni morfologiche come l’ipertrofia cardiaca e variazioni funzionali come bradiaritmie e tachiartimie. Recentemente, lo sviluppo e la rapida diffusione dell’ecocardiografia bi-dimensionale e volumetrica e della risonanza magnetica con descrizioni di allargamento della camera ventricolare, ipertrofia miocardica e dilatazione atriale hanno portato ad ulteriori progressi nella conoscenza del cuore d’atleta oltre a chiarirne importanti adattamenti funzionali.
Il rimodellamento cardiaco è spesso associato ad uno stato patologico, ma nel caso del cuore d’atleta questo rimodellamento viene considerato un adattamento fisiologico.
C’è stata una lunga diatriba sul fatto che gli adattamenti cardiaci siano davvero fisiologici oppure, a lungo andare possono portare a patologie irreversibili come l’insufficienza cardiaca, aritmie o anche a morte cardiaca improvvisa. Uno studio condotto a livello mondiale su un campione di 114 atleti olimpionici, che avevano l’attività agonistica per un periodo variabile dai 4 ai 17 anni, ha rilevato che l’ipertrofia ventricolare sinistra, in assenza di esercizio fisico eccessivo, regredisce spontaneamente, dimostrando che tale adattamento è di tipo fisiologico e benigno.
Ok...mi sono fatta prendere la mano...
Volevo fare la sborona e far vedere che non ho studiato allUniveristà della Fuffa... Ora lo traduco per farlo capire pure a mi nonna 'n cariola: negli atleti si verifica un allargamento ed un ispessimento del ventricolo sinistro. Questo "rimodellamento cardiaco" non è patologico (non è una malattia) e regredisce spontaneamente nel momento in cui cessa l'allenamento intensivo.
sabato 7 giugno 2014
Polpette di petto di pollo o tacchino alle mele
Personalmente compro due chili di carne a volta e preparo tante polpette che poi congelo.
In linea di massima, per 300gr di carne pollo/tacchino o misto vitello
2 chiare d'uovo
una mela grattugiata (meglio quelle verdi), serve ad ammorbidire la polpetta
noce moscata
prezzemolo tritato
aglio tritato, se vi piace e se non avete principessine a cena.

Per legare l'impasto, dopo averne provate un po', ho scelto i fiocchi d'avena della Quaker, Quick Cooking White Oats e ne metto uno o due cucchiai, vi dovete regolare perchè non sempre l'impasto ha la stessa consistenza. In alternativa, potete frullare i fiocchi d'avena classici.
Potete anche aggiungere una piccola patata lessata e schiacciata
Quando avrete ottenuto delle palline che potete lavorare con le mani senza che si spiattellino ovunque, le polpette sono pronte o ad essere cotte o ad essere avvolte nel cellophane e messe in freezer.
Per prepararle, in questa foto le ho schiacciate tipo hamburger e le ho passate nella crusca d'avena, oppure negli stessi fiocchi d'avena di sopra e vengono che è uno spettacolo.
Le cuocio o in padella con il Pam, oppure in umido. In quest'ultimo caso basta preparare qualcosa di simile ad un minestrone con poca acqua, e quando bolle buttarci dentro le polpette, lasciate tonde palleggianti.
Considerato il contenuto di carboidrati presenti, regolatevi per la quantità di riso, pasta o patate che eventualmente ci mettete a fianco.
Buon aappetito!
In linea di massima, per 300gr di carne pollo/tacchino o misto vitello
2 chiare d'uovo
una mela grattugiata (meglio quelle verdi), serve ad ammorbidire la polpetta
noce moscata
prezzemolo tritato
aglio tritato, se vi piace e se non avete principessine a cena.
Per legare l'impasto, dopo averne provate un po', ho scelto i fiocchi d'avena della Quaker, Quick Cooking White Oats e ne metto uno o due cucchiai, vi dovete regolare perchè non sempre l'impasto ha la stessa consistenza. In alternativa, potete frullare i fiocchi d'avena classici.
Potete anche aggiungere una piccola patata lessata e schiacciata
Quando avrete ottenuto delle palline che potete lavorare con le mani senza che si spiattellino ovunque, le polpette sono pronte o ad essere cotte o ad essere avvolte nel cellophane e messe in freezer.
Per prepararle, in questa foto le ho schiacciate tipo hamburger e le ho passate nella crusca d'avena, oppure negli stessi fiocchi d'avena di sopra e vengono che è uno spettacolo.
Le cuocio o in padella con il Pam, oppure in umido. In quest'ultimo caso basta preparare qualcosa di simile ad un minestrone con poca acqua, e quando bolle buttarci dentro le polpette, lasciate tonde palleggianti.
Considerato il contenuto di carboidrati presenti, regolatevi per la quantità di riso, pasta o patate che eventualmente ci mettete a fianco.
Buon aappetito!
venerdì 6 giugno 2014
Cosa sono le proteine in polvere. Quali, quando e come si usano.
Vengono utilizzate quando non si riesce, con la normale alimentazione, a raggiungere il fabbisogno proteico desiderato. Vengono preferite agli alimenti, di pari contenuto proteico, per la loro velocità di assorbimento.
La qualità delle proteine in polvere viene indicata dal loro Valore Biologico (VB), che indica quanto lo spettro aminoacidico sia completo ed equilibrato e rappresenta il rapporto tra azoto trattenuto e azoto espulso dal nostro organismo per il mantenimento e/o l'accrescimento.
Più è alto il VB di una proteina, più questa proteina sarà "efficace".
Esistono diversi tipi di proteine in polvere, ognuno con indicazioni di somministrazione diverse.
Proteine del siero del latte (Whey)
Hanno VB pari a 100. Contengono numerosi aminoacidi , ma anche lattosio, grassi e colesterolo. Vengono "purificate" tramite due processi diversi: la microfiltrazione o lo scambio ionico.
Essendo di rapido assorbimento (il loro passaggio nell'organismo dura meno di 2 ore), vanno assunte nei momenti in cui i nostri muscoli ne hanno un bisogno immediato, ossia appena svegli al mattino e subito dopo l'allenamento.
Proteine della caseina
La caseina è il caglio ottenuto separando il latte dal siero.
Il loro VB è inferiore a 80. Siccome sono composte appunto dal caglio, una volta ingerite si trasformano in gelatina, questo ne rallenta l'assorbimento. Le caseine vengono assorbite in 4-6 ore. Sono quindi ideali da assumere prima di andare a dormire, in modo da contrastare il catabolismo muscolare notturno.
Proteine dell'uovo.
Nonostante siano le più schifose da bere (a mio parere) hanno un VB pari a 100 e sono ricche di arginina. Questo fa sì che, assunte insieme a dei carboidrati, nel post allenamento, stimolano notevolmente la secrezione di insulina, che è indispensabile per il recupero muscolare.
Proteine della soia isolate
Sono ricche di BCAA (aminoacidi ramificati) e glutammina (un aminoacido indispensabile per il recupero muscolare). Sono ideali, oltre per chi segue una dieta vegetariana o vegana, per chi è in fase di definizione o segue un regime dietetico dimagrante, in quanto possono stimolare la sintesi dell'ormone T4 (ormone tiroideo) che accelera il metabolismo, aiutando a ridurre la percentuale di grasso corporeo. Purtroppo hanno un VB inferiore a 75.
Proteine della carne in polvere
IMHO si tratta solo di una trovata commerciale per offrire qualcosa di diverso dal resto.
Non aspettatevi vengano fatte con il filetto di Chianina, piuttosto immaginatele come un sottoprodotto di lavorazione degli hamburger di McDonald's.
Il loro VB è inferiore a 80. Se siete intolleranti al lattosio, a parità di VB meglio scegliere quelle di soia, oppure le Whey delattosate.
Base per Cheesecake proteica senza cottura
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| La mia Cheesecake proteica con salsa di fragole. |
Ovviamente, in un regime dietetico dove la presenza di zuccheri e grassi, in una ricetta, è più raccapricciante dei sandali con i calzini bianchi corti, ho elaborato una mia versione low-fat e low-sugar della squisita torta Newyorkese.
Anzi, ho elaborato due versioni, una senza cottura e un'altra che prevede un passaggio in forno.
Per ora, visto che sta per iniziare l'estate, vediamo quella senza cottura, che verrà preparata con lo yogurt greco allo 0% di grassi.
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| Base classica bianca |
- 1 kg di yogurt greco 0% di grassi
- 200 gr di proteine, whey o caseine, in polvere gusto vaniglia. Io utilizzo le caseine Milk Protein Smooth di
My Protein
- 8 fogli di gelatina (7 se usate le caseine, come faccio io)
- Succo di 1 limone
- Dolcificante a piacere (le proteine sono già dolcificate)
- Una tortiera apribile, diametro 24 cm
- Carta da forno
Mettete a bagno i fogli di gelatina in acqua tiepida finché non diventano molli.
Mescolate gli altri ingredienti in una ciotola e aggiungete i fogli di gelatina (fatti ammorbidire in acqua per 10 minuti, ben strizzati e poi sciolti in un pentolino con un bicchiere d'acqua).
Amalgamate bene tutto con lo sbattitore elettrico, in modo da non far restare grumi.
Foderate la tortiera con la carta forno bagnata e versateci l'impasto.
Mettete in frigo per una notte.
La mattina dopo, la vostra base proteica per Cheesecake sarà pronta per essere farcita.
Come?
Ve lo dirò presto.
![]() |
| Base al cacao |
Se non avete intenzione di farcirla subito, potete anche congelarla. Una volta che si sarà rappresa in frigo per 8 ore circa, lasciatela nella sua tortiera, avendo l'accortezza di avvolgere tutto nella pellicola di cellophane, e mettetela in freezer. Per prepararla, basterà farla scongelare, in frigo, e poi procedere alla farcitura.
giovedì 5 giugno 2014
Zuppa vegan con zucca, patate dolci e tofu
Per una porzione:
- Patate dolci 150gr
- Zucca 150gr
- Spinaci 150gr
- Una cipolla piccola
- 5 noci
- Tofu 150gr
Aggiungete la zucca tagliata a cubetti, la cipolla a fettine e fate cuocere altri 10 minuti, aggiungete il tofu a pezzetti, gli spinaci tagliuzzati e le noci sminuzzate.
Cuocete altri 5 minuti a fucoco moderato.
Spegnete il fuoco e fate riposare finchè non diventa tiepida.
Servite condito con olio di oliva extravergine.
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